CHÁVEZ ATTIVA UN PIANO PER LA SICUREZZA DELLE AREE DI FRONTIERA CON LA COLOMBIA

Publié le par Centro di Solidarietà Internazionalista

 
Associazione Nazionale Nuova Colombia

   

Attenzione: apre in una nuova finestra.Durante l'insediamento del II Consiglio Presidenziale dei Ministri,  il Presidente venezuelano Hugo Chávez ha annunciato la creazione di una fascia di sicurezza alla frontiera con la Colombia per evitare l'infiltrazione di paramilitari e narcotrafficanti nel Venezuela bolivariano.

 

Chávez ha chiarito che gli organismi colombiani competenti non portano a compimento il proprio lavoro in modo adeguato, e anzi "non solo non fanno nulla per frenare questo fenomeno, ma addirittura lo incentivano"  per indebolire la rivoluzione bolivariana.

 

Il mandatario venezuelano ha poi chiesto al vicepresidente e ministro della Difesa, Ramón Carrizalez, di rivedere la "Legge sulla Sicurezza e la Difesa"  in modo che contempli questa fascia di sicurezza, che era già stata attivata in passato pro tempore.

 

Il capo di Stato venezuelano ha spiegato che uno dei metodi che utilizzano i trafficanti di sostanze stupefacenti per entrare nel paese è quello di acquistare alcune tenute terriere in zone relativamente vicine alla frontiera con la Colombia, e qui stabilire "paramilitari travestiti" da contadini;  Chávez ha dunque raccomandato ai governatori degli stati interessati da questa pratica di prestare attenzione alle compravendite sospette di terreni in quelle aree.

 

Il deputato  per lo stato di Táchira (nell´ovest del paese),  Julio García, ha chiarito che generalmente i paramilitari colombiani operano in Venezuela secondo uno schema che prevede 3 passi: penetrare  nel territorio, impadronirsi di terreni e proprietà immobiliari (spesso per mezzo di intimidazioni e violenze), ed infine seminare il terrore, assassinando personalità pubbliche e detabilizzando la regione.

 

Come sottolineato dal Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, questa tendenza si rafforzerà con l'istallazione delle sette basi militari statunitensi in Colombia.

Il narcopresidente Uribe è certamente responsabile in modo diretto di questo stato di cose, perché come più volte denunciato da diversi pentiti colombiani è stato proprio il Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS), la polizia politica colombiana diretta emenazione del governo (nonché  narcocartello delle tre lettere,  secondo le dichiarazioni dell´ex direttore della sua sezione informatica), ad implementare il meccanismo di penetrazione di paramilitari in Venezuela, con l'obiettivo di facilitare vie al narcotraffico, ma anche con intenti di destabilizzazione politica e per favorire il progetto dell'assassinio del presidente Chávez stesso.
 
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