CHÁVEZ ATTIVA UN PIANO PER LA SICUREZZA DELLE AREE DI FRONTIERA CON LA COLOMBIA
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Chávez ha chiarito che gli organismi colombiani competenti non portano a compimento il proprio lavoro in modo adeguato, e anzi "non solo non fanno nulla per frenare questo fenomeno, ma addirittura lo incentivano" per indebolire la rivoluzione bolivariana.
Il mandatario venezuelano ha poi chiesto al vicepresidente e ministro della Difesa, Ramón Carrizalez, di rivedere la "Legge sulla Sicurezza e la Difesa" in modo che contempli questa fascia di sicurezza, che era già stata attivata in passato pro tempore.
Il capo di Stato venezuelano ha spiegato che uno dei metodi che utilizzano i trafficanti di sostanze stupefacenti per entrare nel paese è quello di acquistare alcune tenute terriere in zone relativamente vicine alla frontiera con la Colombia, e qui stabilire "paramilitari travestiti" da contadini; Chávez ha dunque raccomandato ai governatori degli stati interessati da questa pratica di prestare attenzione alle compravendite sospette di terreni in quelle aree.
Il deputato per lo stato di Táchira (nell´ovest del paese), Julio García, ha chiarito che generalmente i paramilitari colombiani operano in Venezuela secondo uno schema che prevede 3 passi: penetrare nel territorio, impadronirsi di terreni e proprietà immobiliari (spesso per mezzo di intimidazioni e violenze), ed infine seminare il terrore, assassinando personalità pubbliche e detabilizzando la regione.
Come sottolineato dal Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, questa tendenza si rafforzerà con l'istallazione delle sette basi militari statunitensi in Colombia.


