GAZA: SEI MESI DI POVERTA' E DISPERAZIONE
Gaza, sei mesi di povertà e disperazione
Osservatorio Iraq, 29 giugno 2009
A sei mesi dalla fine dell’offensiva militare israeliana, la popolazione della striscia di Gaza si trova a che fare con una povertà crescente e sta cadendo "in una disperazione sempre più profonda".
È questo il quadro drammatico tracciato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), che chiama in causa principalmente le pesanti restrizioni imposte oltre due anni fa da Israele alla circolazione di beni e persone.
In questo momento - afferma il documento pubblicato oggi – gli 1,5 milioni di palestinesi della Striscia sono privi di medicine e hanno difficoltà ad accedere all’acqua e ai servizi essenziali, e la situazione non sembra destinata a migliorare fino a che non verrà consentita l’importazione di cemento, acciaio e altri materiali da costruzione.
Se le cose non cambiano, afferma il Cicr, "certi quartieri di Gaza colpiti dagli attacchi israeliani continueranno ad assomigliare all’epicentro di un terremoto".
Tra i settori che suscitano più allarme, vi è quello ospedaliero. "Il sistema sanitario di Gaza – afferma il rapporto – non consente di assicurare un trattamento adeguato ai malati gravi. E’ tragico constatare che numerosi pazienti non sono autorizzati a lasciare la striscia di Gaza per essere curati altrove".
Nel frattempo, si assiste a "un accrescimento drammatico della povertà". Il 70 per cento degli abitanti della Striscia vivono al di sotto della soglia minima (ossia con 250 dollari mensili per una famiglia che può arrivare a nove membri), mentre il tasso di disoccupazione è salito ad aprile al 44 per cento.
Di fronte a un tale stato di cose, la Croce Rossa invita "gli Stati, le autorità politiche e i gruppi armati organizzati coinvolti a fare il necessario per riaprire la striscia di Gaza e assicurare una vita degna alla sua popolazione civile".
In concreto, l’agenzia internazionale chiede che vengano facilitate le importazioni di materiale medico così come di quello da costruzione, che vengano tolte le restrizioni alle esportazioni provenienti da Gaza e che si faccia il possibile per migliorare il passaggio di beni e persone.
[c.m.m.]
(fonte: Reuters, Agence France Presse)