Gaza, l’offensiva israeliana causò perdite per 4 miliardi di dollari, Onu

Publié le par Centro di Solidarietà Internazionalista

 
Osservatorio Iraq, 10 settembre 2009

L’operazione “Piombo fuso”, l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza del gennaio scorso, ha causato perdite economiche per quattro miliardi di dollari (2,79 miliardi di euro).

A rivelarlo è un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Cnuced), pubblicato nei giorni scorsi.

L'ammontare di queste perdite dirette e indirette – ha sottolineato il coordinatore del programma di assistenza della Cnuced al popolo palestinese, Mahmud Elkhafif - rappresenta “tre volte le dimensioni dell'economia di Gaza”.

Lo stesso Elkhafif ha precisato che “circa un miliardo (sui quattro totali, ndr) corrisponde al costo delle misure destinate ad attenuare l'impatto umanitario della campagna militare”.

A parte va invece conteggiato il costo derivante dal blocco completo dell'attività economica durante l'offensiva israeliana. Secondo l’Onu, in questo caso la perdita di Pil è pari a 88 milioni di dollari.

La stessa Cnuced mette poi l’accento sulle drammatiche conseguenze economiche e umanitarie dell’offensiva di gennaio e dell’embargo israeliano sulla Striscia - iniziato nel giugno 2007, affermando che “la situazione attuale è la peggiore che Gaza abbia conosciuto dal 1967 sul piano della sicurezza economica e delle condizioni di vita”.

Infine l’organismo Onu sottolinea “l'erosione delle capacità produttive” nella Striscia (attualmente la povertà tocca il 90 per cento della popolazione) e la sostanziale indifferenza della comunità internazionale: “Nonostante l'annuncio alla conferenza di Sharm el Sheikh di 4,5 miliardi di dollari di donazioni destinate a sostenere il rilancio economico – ricorda Elkhafif – finora nessun fondo è stato sbloccato”.

[c.m.m.]

(fonte: Ansa – Agence France Presse)

 

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