PIOMBO FUSO: L'ONU CONDANNA ISRAELE. CHE RISPONDE COME SEMPRE.
Crimini di guerra a Gaza, l'ira d'Israele contro l'Onu
Attacchi al rapporto Goldstone, che potrebbe attivare la Cpi
Il presidente israeliano Shimon Peres ieri ha fatto la voce grossa. A suo dire il rapporto presentato martedì all'Onu, che accusa il suo paese di aver commesso crimini di guerra, riconducibili in molti casi a crimini contro l'umanità, durante la sanguinosa offensiva "Piombo fuso" di inizio anno a Gaza, non sarebbe altro che "una presa in giro della storia". Il rapporto - ha detto Peres - "garantisce legittimità al terrorismo, agli spari e agli assassinii premeditati, ignorando il dovere e il diritto di uno Stato a difendersi, come è esplicitamente menzionato nella Carta dell'Onu". Ma autodifesa non vuol dire poter commettere impunemente crimini di guerra, senza dimenticare che 1,5 milioni di civili palestinesi di Gaza da anni sono soggetti ad un embargo durissimo attuato da Israele.
A Peres e ai dirigenti israeliani il rapporto non è proprio andato giù, nonostante contenga accuse anche ad Hamas e abbia chiesto la liberazione di Ghilad Shalit, il caporale tenuto prigioniero a Gaza dal 2006. Il governo Netanyahu usa toni da battaglia, si prepara a lanciare un'offensiva diplomatica contro il rapporto presentato dalla commissione d'inchiesta guidata dal giudice ebreo sudafricano Richard Goldstone, ex presidente dei tribunali sui crimini commessi in ex Yugoslavia e Ruanda.
Dalla sua parte Netanyahu ha tutta la stampa nazionale. "Una dichiarazione di guerra" ha titolato ieri Yediot Ahronot. "Dobbiamo ingaggiare battaglia" ha esortato sullo stesso giornale Eitan Haber, ex consigliere politico del premier Yitzhak Rabin, secondo cui Israele deve combattere con le armi della diplomazia contro i tentativi di rappresentare i suoi militari come criminali di guerra. Il timore di Tel Aviv è che il rapporto giunga in sede di Consiglio di Sicurezza dell'Onu e che i comandanti militari (e non solo) finiscano davanti al tribunale internazionale dell'Aja con l'accusa di essere criminali di guerra, come certamente chiederanno i palestinesi e alcuni paesi arabi. "L'obiettivo è evitare che Israele debba comparire davanti al tribunale dell'Aja", ha detto un consigliere di Netanyahu al quotidiano Ha'aretz. Netanyahu, Peres, il ministro degli esteri (e leader dell'estrema destra) Lieberman e il ministro della difesa Barak, avvieranno contatti con i paesi alleati per spiegare che si tratta di un dossier "sbilanciato" e che l'offensiva a Gaza è nata come una "guerra al terrorismo". Verranno anche fatte pressioni su Usa e vari governi occidentali per impedire la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Il governo Netanyahu ha il pieno appoggio dell'opinione pubblica, "scandalizzata dall'attacco" giunto dalle Nazioni Unite, ma è importante evidenziare che non tutti gli israeliani respingono le conclusioni di Goldstone. "La commissione d'inchiesta ha svolto un ottimo lavoro, molto accurato, ha raccolto un volume enorme di informazioni e testimonianze e ha effettuato tutte le verifiche necessarie. I casi poco chiari o non accertabili non sono stati inseriti nel rapporto - racconta al manifesto l'economista Shir Ever, che ha testimoniato di fronte alla commissione -. Israele dovrebbe accogliere le raccomandazioni fatte da Goldstone e non lanciare avvertimenti". Un altro testimone, l'attivista contro il muro in Cisgiordania Jonatan Pollack, sottolinea che tutte le organizzazioni per i diritti umani israeliane hanno chiesto al governo di accogliere il rapporto Goldstone. "Una cooperazione tra tutti questi centri non si registrava da anni - nota Pollack - ma il governo purtroppo si mostrerà indifferente e a questo punto l'unica soluzione è l'imposizione da parte della comunità internazionale di sanzioni contro Israele e l'attuazione di un boicottaggio simile a quello che venne praticato anni fa contro il Sudafrica". Pollack ha anche definito "non paragonabili le immense sofferenze palestinesi" con quelle degli israeliani sotto i lanci di razzi artigianali di Hamas da Gaza.
Il movimento islamico ha reagito con moderazione. "Si tratta di una chiara condanna di Israele per aver commesso crimini contro i civili a Gaza", ha commentato il premier di Hamas Ismail Haniyeh, "Israele ha usato la metà di tutte le sue armi e ha eseguito omicidi di massa nella guerra di 22 giorni". Alle accuse ricevute da Goldstone, Haniyeh ha risposto che "è irragionevole comparare le armi primitive e di piccole dimensioni che la resistenza palestinese usa per difendere la sua gente con i grandi armamenti che Israele ha usato per condurre un'aggressione di ampia scala su civili innocenti".
PIOMBO FUSO SU GAZA
Israele: "Crimini di guerra e contro l'umanità"
La Commissione Goldstone accusa anche Hamas
Dopo cinque mesi di lavoro, la commissione capeggiata dal prestigioso giudice ebreo sudafricano Richard Goldstone, incaricata dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu di indagare sulla sanguinosa offensiva israeliana "Piombo fuso" a Gaza (27dicembre 2008-18 gennaio), ieri ha reso pubblico a New York il suo rapporto. Le conclusioni dell'inchiesta se da un lato confermano, in maniera dettagliata e documentata, le denunce giunte da più parti nei mesi scorsi dei gravi crimini di guerra commessi a danno della popolazione palestinese - in non pochi casi sarebbero assimilabili a crimini contro l'umanità - dall'altro muovono accuse simili anche ad Hamas ed ai gruppi armati palestinesi per i lanci di razzi contro il territorio israeliano. Prende in esame anche violazioni dei diritti umani tra palestinesi di fazioni opposte, nei giorni dell'offensiva israeliana a Gaza e in Cisgiordania. La reazione di Israele è stata immediata. "Questo rapporto non è obiettivo", ha commentato un portavoce ufficiale israeliano, "scrive un capitolo vergognoso nella storia del diritto internazionale e del diritto dei popoli all'autodifesa". Hamas ieri sera non aveva ancora commentato il rapporto ma tra i palestinesi, non solo quelli di Gaza, non pochi criticavano la commissione dell'Onu per aver messo sullo stesso piano "l'aggressore e la vittima".
Lo Stato ebraico, sottolinea il rapporto, ha fatto un uso sproporzionato della forza e non ha preso le precauzioni necessarie per limitare i morti fra la popolazione causando centinaia di vittime tra i civili (su un totale di circa 1.400), inclusi minori e donne con i loro bambini. "A seguito delle nostre indagini, siamo giunti alla conclusione che le forze israeliane hanno commesso azioni riconducibili a crimini di guerra e, per alcuni aspetti, a crimini contro l'umanità", ha detto Goldstone ai giornalisti. Le 574 pagine del rapporto sono frutto di indagini su 36 casi specifici, di 188 interviste e testimonianze, dell'esame di oltre 10mila pagine di documenti, dello studio di 1.200 fotografie, alcune scattate dai satelliti, e di 30 registrazioni video. Alcune delle 38 testimonianze sono registrate a Ginevra, a causa del rifiuto di Israele di collaborare con la commissione d'indagine alla quale ha negato l'accesso nel suo territorio e in quello cisgiordano. Le forze armate israeliane, è scritto, "non hanno adottato le precauzioni necessarie richieste dal diritto internazionale per limitare le perdite di vite umane e i feriti fra i civili e i danni materiali". "I proiettili di mortaio al fosforo bianco contro le installazioni dell'Unrwa (agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi)...l'attacco intenzionale sull'ospedale Al Quds con proiettili esplosivi e al fosforo...e l'attacco contro l'ospedale al Wafa", rappresentano "violazioni del diritto umanitario internazionale". Il rapporto evidenzia la "punizione collettiva" inflitta alla popolazione di Gaza con l'embargo israeliano e sottolinea che durante le operazioni belliche sono stati colpiti: ospedali, stazioni di polizia, edifici pubblici, abitazioni private, scuole, fabbriche, pozzi, infrastrutture civili essenziali e molto altro. Un attacco tanto distruttivo da lasciare migliaia di famiglie senza un tetto, mentre il blocco di Gaza rende impossibile la ricostruzione. Senza tralasciare, aggiunge, il trauma di cui soffre ancora una larga parte della popolazione.
Goldstone e i suoi assistenti insistono sull'intenzione di Israele di colpire anche i civili, ai quali già vengono negati o limitati numerosi diritti, come quello di poter lasciare Gaza. Tutto ciò, prosegue il rapporto, potrebbe aprire la srtada ad una corte competente per accertare che sono stati commessi non solo crimini di guerra ma anche contro l'umanità. Tra i casi più gravi riferiti ci sono gli attacchi al rione Samouni di Zaitun, a sud di Gaza city, dove i cannoni israeliani presero di mira un edificio dove qualche ora prima era stati obbligati ad entrare numerosi civili palestinesi; il fuoco su persone non armate che sventolavano la bandiera bianca; e il bombardamento di una moschea dove decine di fedeli erano in preghiera (15 morti). Infine, tenendo conto che Israele non ha svolto inchieste indipendenti su "Piombo fuso", il rapporto Goldstone chiede al governo di Tel Aviv di indagare e presentare entro sei mesi un rapporto al Consiglio di sicurezza dell'Onu sulle violazioni accertate dalla commissione di inchiesta. Richiede inoltre allo stesso Consiglio di sicurezza di monitorare il comportamento israeliano e, di fronte ad una non collaborazione, di far riferimento alla Procura internazionale.
tratto da www.ilmanifesto.it