L'Onu chiede spiegazioni alla Turchia sugli arresti di minorenni

Publié le par Centro di Solidarietà Internazionalista

 

L'Onu chiede spiegazioni alla Turchia sugli arresti di minorenni


di Izgi Gungor
Hurriyet, 9 luglio 2009

Ankara - Un'inchiesta da parte delle Nazioni Unite sui tribunali turchi che condannano come terroristi ragazzi minori di 18 anni nel sud-est sta alimentando il dibattito sul sistema giudiziario del Paese.

Nel 2005, con un emendamento del Codice penale turco è stato allargato il raggio d'azione della legge anti-terrorismo. Pene più pesanti sono state introdotte per chi intenzionalmente commette un crimine a nome di un'organizzazione terrorista, pur non essendone membro.

Ragazzini che tirano sassi alla polizia o scandiscono slogan illegali a favore del fuori-legge Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) durante manifestazioni di piazza, per esempio, vengono processati come membri di un organizzazione terrorista secondo la legge vigente.

Esperti legali dichiarano che più di mille ragazzini sono stati posti sotto custodia negli ultimi due anni per questa ragione. Secondo l'Iniziativa per la Giustizia dei Bambini, attualmente ci sono almeno 300 bambini fra i 12 e i 18 anni detenuti in prigione.

Nella lettera al ministro della Giustizia turco, le Nazioni Unite hanno posto una serie di domande concernenti la situazione dei ragazzini sotto i 18 anni che sono stati accusati secondo la legge anti-terrorismo, ha riportato l'edizione di mercoledì del quotidiano Sabah.

Oltre al numero di questi bambini e alla definizione delle attività terroristiche, domande sul fatto che essi siano giudicati da un tribunale civile o militare, su come i loro diritti siano protetti, sul numero di bambini che sono stati usati dalle organizzazioni terroriste  in conflitto, e sulle misure che lo stato intraprende per prevenire questa situazione, sono fra le domande alle quali si deve presentare una risposta entro il 4 agosto.  

Cruciale è stato l'emendamento del 2006

Elçi è uno di quelli che ha presentato un rapporto alle Nazioni Unite sulla questione, durante un incontro tenutosi a giugno.

Egli ha anche criticato l'abolizione dei Tribunali minorili fatta con un emendamento alla legge anti-terrorismo nel 2006, dando ai Tribunali penali la facoltà di giudicare anche i bambini tra i 15 e i 18 anni previa autorizzazione speciale.

"Prima del 2006 i bambini, accusati secondo la legge anti-terrorismo, venivano giudicati comunque dal Tribunale minorile, dove c'erano procuratori preparati con capacità e conoscenze appropriate per giudicare dei bambini. Ora vengono giudicati come terroristi negli alti tribunali penali", ha detto Elçi. "E in Turchia non ci sono prigioni fatte apposta per i bambini. I minori stanno con gli adulti nelle stesse prigioni".

L'avvocato Nalan Erkem dell'Iniziativa per la Giustizia per i Bambini ha dichiarato che i bambini sia mentalmente che fisicamente non erano coscienti che le loro azioni, tirare sassi o gridare slogan, fossero contro lo Stato.

"I bambini possono comprendere che tirare una pietra contro la polizia è un reato, ma non possono comprendere il significato delle loro azioni come atti di propaganda a favore di un'organizzazione terrorista. A quella età non sono consapevoli della gravità dei crimini", ha detto Ekrem.

"Coloro che hanno combattuto per il Pkk sulle montagne possono essere rilasciati dopo un certo periodo di prigione, mentre i bambini sono considerati dei terroristi anche se hanno soltanto partecipato alla riunione di protesta di un'organizzazione terrorista contro l'incremento del prezzo del pane. Questa é un'ingiustizia", ha detto Ekrem.

Lei ha anche detto che i bambini sono stati giudicati da alti tribunali penali senza prendere in considerazione altri fattori che potevano averli portati a commettere il crimine. I bambini non possono beneficiare dei diritti che normalmente gli sarebbero riconosciuti davanti a un tribunale minorile. Il modo in cui vengono giudicati è contrario alla Convenzione Onu per i diritti del bambino.  

Maltrattamenti nelle prigioni

Ethem Acikalin, il presidente della sede di Adana dell'Associazione per i diritti umani (Ihd), ha detto, allo stesso tempo, che l'Ihd ha ricevuto denunce per traumi subiti dai bambini in carcere.

"Le famiglie dei bambini ci hanno detto che i loro bambini, gioiosi e socievoli prima di entrare in prigione, dopo hanno dimostrato sintomi di insonnia e introversione. I bambini hanno lamentato maltrattamenti subiti in prigione", ha detto. "La detenzione dovrebbe essere l'ultima soluzione, ma in Turchia viene sempre prima. Non ci sono bambini rilasciati prima di aver passato almeno tre mesi in prigione, e questo compromette il loro benessere mentale".

Anche l'edizione di mercoledì del quotidiano Radikal ha confermato la situazione. I bambini che sono stati accusati di reati politici nella prigione di Maltepe-Istanbul, dove sono in sciopero della fame, hanno lamentato di essere stati picchiati, isolati, chiamati terroristi e perquisiti, ha riportato Radikal.

 
TRATTO DA UN PONTE PER

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