PERU': intervista a Francisco Soberon

Publié le par Centro di Solidarietà Internazionalista

INTERVISTA a Francisco Soberon, direttore dell'Associazione per i diritti umani, in missione nella zona della Curva del diablo
«Molte persone sono scomparse, il governo ne deve rispondere»
Con Francisco Soberon, direttore dell'Associazione per i Diritti Umani (Aprodeh) del Perù, che ha condotto un'inchiesta dui fatti di Bagua, parliamo della sospensione dello stato di diritto che si è verificata durante la settimana di scontri nell'Amazzonia peruviana e della violenta repressione messa in atto dal governo di Alan García.

Durante la repressione a Bagua, ci sono state testimonianze di indigeni gettati dagli elicotteri nei fiumi Marañon e Utcubamba. Avete verificato queste notizie? Quante denunce di persone scomparse avete ricevuto?
Molti testimoni hanno visto i cadaveri caricati sugli elicotteri e gettati nei fiumi. Altri hanno riferito che alcuni indigeni sono stati uccisi sulle sponde del fiume e poi gettati in acqua. Per 5 giorni è stato impedito l'accesso alla zona della Curva del Diablo. Quando, il 6 giugno, ci siamo potuti recare sul posto abbiamo ricevuto 68 denunce di scomparsa. Durante la missione della Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh), abbiamo approfondito le ricerche e di quella lista sono rimaste 11 persone da rintracciare. Oggi sono 9 le persone delle quali stiamo cercando di avere notizie. Durante la visita della Fidh nella comunità wawas, i dirigenti delle comunità indigene hanno riferito che c'erano casi di persone scomparse nella zona dei fiumi Santiago e Cenepa. Tuttavia non ci sono specifiche denunce. Attualmente ci sono 18 persone in carcere.

Qual è attualmente la situazione in Amazzonia?
È stato revocato il coprifuoco ma non lo stato d'emergenza. Due dei decreti impugnati sono stati revocati dal Congresso della repubblica il 19 giugno. Tuttavia, nonostante il fatto che questa decisione abbia ridimensionato la tensione tra le parti, il dialogo fra governo e comunità indigene è interrotto perché un numero considerevole di dirigenti indigeni regionali e di Lima sono indagati e su altrettanti pendono mandati di cattura. Le organizzazioni indigene avevano richiesto tra le altre cose la fine della persecuzione giudiziaria dei loro dirigenti ma questi continuano asd essere denunciati, processati, ricercati. Crediamo che le possibilità per un dialogo nazionale rispetto al grande tema dello sviluppo dell'Amazzonia peruviana si possono raggiungere facendo chierezza su quanto è accaduto tra il 5 e il 6 giugno e con la piena partecipazione dei popoli indigeni.

Qual è lo stato dei diritti umani in Perù?
Dopo quanto accaduto a Bagua e i processi per corruzione di personaggi legati al partito di governo, il rispetto della vita umana e dei diritti dei detenuti, così come le garanzie di un giusto processo, hanno perso importanza o sono venuti meno. Non esiste la reale intenzione del governo di indagare sui casi di violazioni dei diritti umani, tranne per il processo mediatico a Fujimori, ma casi nei quali sono coinvolte persone vicine al regime attuale, come quello di El Frontòn o Rodrigo Franco continuano lentamente a rischio di impunità, con risoluzioni di prescrizione come nel caso di El Frontòn o allungando i tempi per avere scarcerazioni per decorrenza dei termini. Oggi inoltre, ci sono violazioni dei diritti della libertà d'espressione, riunione, associazione e violazioni del dovuto processo di molti cittadini che fanno parte di organizzazioni della protesta sociale. Si verificano inoltre situazioni di impunità rispetto a casi di persone decedute nel corso delle proteste sociali, uccise per mano di membri della Polizia nazionale. Il numero di queste vittime è aumentato considerevolmente nel corso dell'attuale governo così come il numero dei conflitti sociali.

di Annalisa Melandri - Il Manifesto
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